Dimmi

Dimmi
perché non vuoi volare
perché respiri polvere
perché hai le mani sporche di fango
perché i tuoi muscoli non lavorano
perché sospiri e non sorridi
perché non parli

Dimmi
di quando planavi leggera
di quando respiravi ossigeno puro
di quando le tua mani raccoglievano miele
di quando correvi per ore
di quando ridevi della vita
di quando raccontavi storie d’amore

Dimmi
che cosa hai lasciato indietro
che cosa osservi dalla tua prigione
che cosa troverai girato l’angolo

Dimmi
la vita che avresti voluto avere
quella che hai incontrato

Dimmi
semplicemente chi sei, adesso.

BD

Roma, 5 novembre 2019


La regola del tre

Camminava spavalda, era giovane.
Era la forza che aveva nelle gambe, la bellezza dei suoi occhi, la punta del naso all’insù, le labbra rosse ardenti d’amore, le orecchie vogliose di parole d’amore, le mani affamate di carezze.
Guardava il futuro, lo sfidava a rimpiattino e non perdeva una partita.
Il mondo era una pallina stretta nella mano con cui giochicchiare.

La maturità le donò la capacità di giudizio, il discernimento.
La bellezza si trasformò in grazia.
Guardava al futuro come ad un amico da curare, da custodire gelosamente, era il compagno di viaggio con cui chiacchierare e bere un buon bicchiere di vino rosso nelle fredde sere d’inverno.
Il mondo era al suo posto, galleggiava nell’universo.

La vecchiaia le regalò malanni e una memoria di ferro.
La grazia si trasfigurò in tenerezza.
Guardava al futuro come si guarda un uragano, con terrore e meraviglia.
Aspettava godendo ogni istante, tutto era divenuto prezioso e pregno di valore. Amava alzarsi all’alba per vedere sorgere il sole e attendeva il tramonto. Ogni giorno era un dono.
Il mondo era ritornato ad essere una piccola pallina ma dolcemente adagiata sulle sue mani.

BD

Roma, 29 ottobre 2019

Quanto vale la vita?

Quanto vale la vita?

trentanove cadaveri in un tir
due cadaveri bambini nel Mar Egeo
una ragazza arsa viva nel Bangladesh
una donna accoltellata al petto dal marito a Teramo
un bimbo morto precipitato dalle scale
una baby squillo dei Parioli
un barbone bruciato vivo per gioco a Verona
il muro di Trump in Colorado
un orso polare che cerca cibo tra i rifiuti in Siberia
il CO2, il CH4, l’effetto serra, il buco nell’ozono e il 2050
40 persone in tuguri a Ponte Milvio
l’impegno di Peppino Impastato e il suo assassinio
una bimba di tre anni uccisa dalla mamma perché autistica
il suicidio di una diciassettenne a causa del bullismo in Francia

Quanto vale la vita?
Quanto altro costerà il nostro colpevole silenzio?

BD

Roma, 24 ottobre 2019

Tabula rasa

macchia mediterranea incontaminata
carta bianca
tabula rasa
tela vergine

purezza e candore
fu l’anima
al suo principiare
nella vita

il dolore del parto
l’ossigeno prepotente nei polmoni
il freddo
la luce prepotente

i primi no
la consapevolezza della frustrazione
i tradimenti dell’amore
la coscienza della morte

e sei grande
la macchia brucia
la carta si sporca
la tela s’imbratta.

BD

Roma, 21 ottobre 2019


Un cuore di latta

Troverò un bagarino sul mio cammino

che mi venderà la carta per ritirare un cuore di latta.

Ritornerò a navigare con la dovuta lentezza, godendomi la brezza

e del mare in tempesta resterà una reminiscenza modesta.

Con la vita mi destreggio e il karma va a pareggio

tra balli arditi, delusioni e le mie allitterazioni.

Alla fin della canzone qualcosa si prende e qualcosa si rende.

BD

Roma 17 ottobre 2019

Vivere la vita di Mannarino

Vivere la vita è una cosa veramente grossa
C’è tutto il mondo tra la culla e la fossa
Sei partito da un piccolo porto
Dove la sete era tanta e il fiasco era corto
E adesso vivi…
Perché non avrei niente di meglio da fare
finchè non sarai morto
La vita è la più grande ubriacatura
Mentre stai bevendo intorno a te tutto gira
E incontri un sacco di gente
Ma quando passerà non ti ricorderai più niente
Ma non avere paura, qualcun’ altro si ricorderà di te
Ma la questione è… Perché???
Perché ha qualcosa che gli hai regalato
Oppure avevi un debito… e non l’hai pagato???
Non c’è cosa peggiore del talento sprecato
Non c’è cosa più triste di una padre che non ha amato…Vivere la vita è come fare un grosso girotondo
C’è il momento di stare sù e quello di cadere giù nel fondo
E allora avrai paura
Perché a quella notte non eri pronto
Al mattino ti rialzerai sulle tue gambe
E sarai l’uomo più forte del mondo
Lei si truccava forte per nascondere un dolore
Lui si infilava le dita in gola… per vedere se veramente aveva un cuore
Poi quello che non aveva fatto la società l’ha fatto l’amore…
Guardali adesso come camminano leggeri senza un cognome…Puoi cambiare camicia se ne hai voglia
E se hai fiducia puoi cambiare scarpe…
Se hai scarpe nuove puoi cambiare strada
E cambiando strada puoi cambiare idee
E con le idee puoi cambiare il mondo…
Ma il mondo non cambia spesso
Allora la tua vera Rivoluzione sarà cambiare tè stesso
Eccoti sulla tua barchetta di giornale che sfidi le onde della radiotelevisione
Eccoti lungo la statale… che dai un bel pugno a uno sfruttatore
Eccoti nel tuo monolocale… che scrivi una canzone
Eccoti in guerra nel deserto che stai per disertare
E ora… eccoti sul letto che non ti vuoi più alzare…
E ti lamenti dei Governi e della crisi generale…Posso dirti una cosa da bambino???
Esci di casa! Sorrdi!! Respira forte!!!
Sei vivo!!!…cretino…

Talento di musica e parole

Sogno di giorno

Non sogno di notte!
Sogno di giorno!

Ad occhi aperti,
osservando la realtà.

Un tumulto profondo
mi riavvolge

e sprofondo nella vastità
del mio essere.

Scopro e ritrovo,
mi conosco.

Mi siedo nell’angoletto
delle mie viscere,

sono al riparo
dagli sguardi penetranti

dell’indifferenza, dell’anaffettività
dell’estraneità.

Vorrei restare
ma la vita mi desta.

BD

Roma, 12 settembre 2019

Ho voglia di scrivere una Poesia

Ho voglia di scrivere una Poesia
che parli di me
dei miei vizi
delle mie capacità.

Ho voglia che mi ricordi chi sono
a chi penso
le mie fantasie
i miei sogni.

Ho voglia che mi faccia sentire
il profumo di un buon vino
del ciambellone appena sfornato
della pizza calda con la mortadella.

Ho voglia che mi riporti indietro
a quando ero giovane e incazzata
a quando amavo fino a morire
a quando il futuro era misterioso.

Ho voglia che mi dica perché
ora il futuro è una stradina sterrata in salita
perché i miei sogni marciscono in un cassetto rotto
perché non ho desiderio di un uomo.

Ho voglia che tu mi faccia rinascere
all’esser-donna
alla vita
all’amore.

BD

Roma, 11 settembre 2019

La bomba e lo scoppio

L’incastro con se stessi è un perfido gioco
a farsi male.

E se il dolore urla la vita,
esistiamo davvero.

Lo scranno è rivestito di aghi affilati
che penetrano le carni rammollite,

dal lavoro sedentario e dalla pigrizia,
insopportabile atto dell’inerzia esistenziale.

Divora la noia la nostra inquietudine, scalpita
il muscolo ma non si muove, è solo rabbia.

Dovrà venire la bomba e lo scoppio,
una deflagrazione alienante di brandelli

di carne ed ossa, di pensieri e convinzioni.
Attendiamo fiduciosi e speriamo che la vita

ci sbalzi via, in un lontano avvenire
di giornate assolate.

BD

Roma, 9 settembre 2019