Intravedo

intravedo
bagliori e tremori
di luci lontane.
sono memorie sfumate
di un ego parallelo
che non dimentico
ma non riconosco.
che l’autenticità
sia presente
è la debole certezza
della cruna macroscopica
di ago infinitesimale.
si diventa ciechi
col passare del tempo
e i fili sfilati
non rammendano e
non ricamano.
Tenera delusione
l’avanzare degli anni,
come una barzelletta
raccontata male!

BD

Anzio, 21 giugno 2020

Riflessioni sul “niente”

come un rosario
sgrano i tuoi secondi
egualmente perfetti

è il mio atto d’amore

tu sostanza impalpabile
che osservi la vita
con perfetta sincronia

e tenace lentezza

filo di seta purissima
con sapienza
intrecciato

non sei che
concetto astratto ma
fai paura

alla mia debole carne

BD

Anzio 9 giugno 2020

Ridammi la giovinezza

Ridammi la giovinezza

la rabbia, la bellezza

l’ardore, ridammi il suo sapore.

Ridammi l’amore

selvaggio, incontrollato.

Ridammi la speranza,

il futuro e le sue pieghe.

Ridammi la vita,

le attese, le illusioni.

Ridammi emozioni,

sensazioni, le palpitazioni.

Ridammi tutto ciò che mi è stato tolto

da un Tempo insaziabile.

BD

Roma, 21 gennaio 2020

Mi lecco le dita

mi lecco le dita,
una ad una
che non serve lavarsi le mani.

il cioccolato, ammollato dal caldo,
è caduto sulla maglietta nera
ma tanto non si vede.

un rito profano
a gloria del piacere
e alla faccia delle buone maniere.

esser sfrontati è la bellezza
dei bambini, dei folli
e di chi non si arrende

alla forza del tempo
che disegna, sul viso
e sull’anima, scarabocchi .

seppur in modo effimero
godo di quel che viene
e che non cerco.

mi lecco le dita
con entusiasmo
fino all’ultima goccia di sapore.

BD

Roma, 15 ottobre 2019

Sull’orlo del pozzo

Seduta sull’orlo del pozzo
contava granelli di sabbia,
uno per uno.

Un secolo dopo era ancora li.
Allora decise di contare le stelle,
una per una.

Un secolo dopo era ancora li.
Allora decise di contare le gocce del mare,
una per una.

Un secolo dopo era ancora li.
Alla fine decise di smettere
e di stare a guardare.

La sete di conoscenza dell’esatta consistenza della materia
non era più affar suo.
Perdeva solo tempo.

Seduta sull’orlo del pozzo,
lasciò al caos
l’ordine dell’universo.

BD

Roma 9 ottobre 2019

La meta si farà

un bagaglio pesante e scarpe logore
un ritornello senza musica nella testa
poche parole quelle essenziali

la strada davanti e niente più
io la mia fatica e il vento che mi segue
silenzioso compagno di viaggio

porta via e lascia al tempo
le preoccupazioni i timori i dolori
cammino e giro in tondo

mi piace così
nessuna partenza
nessun arrivo
tanti chilometri

la meta si farà
nella consapevolezza
che andare
è ciò che conta

BD

Anzio 15 settembre 2019

Kronos conta le ore



Kronos conta le ore

strette nel palmo della sua mano.

Si siede sul sasso in mezzo al mare

e osserva

l’alternanza delle stagioni

le nascite e le morti

le malattie e le guarigioni

l’amore e l’odio.

Come tutto sia un gioco

di alchimie umane che

si ripete all’infinito.

Come non esista speranza

di fermare il boia al servizio

del destino.

Nulla da sollievo

al suo circadiano movimento,

eterna condanna la sua!

aspettare che il tempo scorra

senza che finisca,

inutile spettatore

delle umane faccende.

BD

Roma, 28 marzo 2019

Un io appena sbocciato-ricordi

Lo specchio antico della mia camera
segreta rimanda un’immagine sconosciuta,

scomposta in minuscoli frammenti.

L’eco muto del mio riflesso, riporta
silenzi e pensieri, sbiaditi dal tempo e dalle

intemperie, come cenci logori.

Non comprendo chi ero, è solo un istinto
antico incancellabile che mi riconduce

al superato io, felice forse.

Sento muoversi dal pozzo infinito un passato
di nuvole tempestose

cariche di ormonali ricordi d’amori interrotti,

di esperienze mitologiche vissute sull’orlo
dell’incredulità e della bellezza divina.

Avevo un io appena sbocciato ed avvinghiato alla vita

con lo slancio dell’incoscienza e della non
consapevolezza, che frugava allegramente

nei miracoli dell’esistenza. La vecchia Signora

vagava ma conquistava gli altri, io non la guardavo
lei non mi guardava. Il tempo era la mia arma nascosta,

non sarebbe mai finito.

Avrei vissuto per sempre.

BD

Roma, 7 marzo 2019

Il viaggio

e adesso cammina calmo.

il tempo della gioventù è trascorso troppo velocemente,

il tempo delle corse

degli spostamenti repentini

delle cadute

e delle sbucciature.

ora è il tempo della quiete

della dolce lentezza

dell’osservazione

della riflessione

e molto più silenzio.

è come se la furia di un tempo fosse ferita e dolorante

e si fosse accucciata sulla terra riscaldata da un tiepido sole primaverile.

a un certo punto non sai più dove andare,

non devi andare

non sei costretto

puoi stare fermo

immobile

per tutto il tempo.

il tempo non fa questioni,

sta qui intorno,

ci soffia dentro anni e malanni,

è diffidente

ridacchia.

e sta fermo,

viaggia sul treno dei ricordi,

che è lento e va a caso,

gira in tondo e non si ferma,

quando si viaggia si lascia qualcosa,

di importante.

BD

Treno Roma-Anzio, 22 dicembre 2011