Battito di farfalla

E se ne vanno i primi amici.

E quello che era il ruggito del leone

diventa il miagolio di un gatto.

E quella che era un’autostrada

si trasforma in una viuzza in discesa.

E quello che non era possibile

è divenuto un fatto

qualunque

perché la ruota gira.

Ma per chi ama e ricorda

è il battito di farfalla

che scatena l’uragano

e non esiste il punto zero.

BD

Anzio 13 luglio

Nei miei ricordi sempre Max

A pa

Te volevo scrive na lettera
ma nu me veniveno le parole,
me rimaneveno incajate ner gozzo.
Ieri so tornate a scola,
se semo arzate da sole,
senza la voce tua
le battute der cavolo
lo sguardo dorce come er miele.
Je l’ho fatta da sola
so na donna! e poi ce sta mamma
che m’allunga na mano,
fa tanto pe noi
ma nun è la stessa cosa.
C’ha sempre er grugno duro
come er marmo de carara
con te se pisciavamo sotto
e più te incazzavi e più se rideva.
Alla nana je manchi assai
je manca er nonno l’amichetto
er fidanzatino l’azzeccagarbugli
che j’approva tutte le marachelle.
La svedese se messa in testa de giocà a carcio,
a puro fatto a prova ieri,
è brava. Pensa se ce stavi,
che la guardavi, sai che macello,
ce cacciaveno dar campo.
Ce sto sempre io ar posto tuo,
ce la metto tutta pe fa quello che facevi tu.
T’ho portato ner core tutto er dì,
ce stai sempre ma ieri de più.
Me veniva da piagne ma ridevo.
M’hai consolato cor soriso malandrino
e m’hai fatto sentì sicura.
Che te vojo bene nun te lo dico
o sai, statte bene.

BD

Roma, 17 settembre 2019

Un io appena sbocciato-ricordi

Lo specchio antico della mia camera
segreta rimanda un’immagine sconosciuta,

scomposta in minuscoli frammenti.

L’eco muto del mio riflesso, riporta
silenzi e pensieri, sbiaditi dal tempo e dalle

intemperie, come cenci logori.

Non comprendo chi ero, è solo un istinto
antico incancellabile che mi riconduce

al superato io, felice forse.

Sento muoversi dal pozzo infinito un passato
di nuvole tempestose

cariche di ormonali ricordi d’amori interrotti,

di esperienze mitologiche vissute sull’orlo
dell’incredulità e della bellezza divina.

Avevo un io appena sbocciato ed avvinghiato alla vita

con lo slancio dell’incoscienza e della non
consapevolezza, che frugava allegramente

nei miracoli dell’esistenza. La vecchia Signora

vagava ma conquistava gli altri, io non la guardavo
lei non mi guardava. Il tempo era la mia arma nascosta,

non sarebbe mai finito.

Avrei vissuto per sempre.

BD

Roma, 7 marzo 2019